Carrellare Brezza 22 – tempi per la preparazione

Quanto tempo e’ necessario per carrellare Brezza 22 ? Brezza22_x_TS2000-V02alleggeritoIn altri termini, quanto tempo (ore o giorni?) occorre, una volta arrivati in un determinato posto con la barca al traino al seguito, per metterla in acqua e prepararla per navigarci? E’ ragionevole pensare che lo stesso tempo, piu’ o meno, sia necessario alla fine della vacanza per abbassare l’albero,alare la barca e sistemarla sul carrello per poter affrontare il traino per il ritorno a casa o al posto stagionale di rimessaggio.

Ovviamente, le considerazioni che seguono non valgono solo per il Brezza 22, ma per tutte le barche carrellabili di dimensioni analoghe. Insomma, di quanti giorni si ha bisogno per considerare una “carrellata” con l’amata barchina? Come organizzare il viaggio, la crociera, la cambusa e l’equipaggio? Tutto deve iniziare da quanti giorni sono necessari, una volta arrivati nel posto di vacanza, per il varo, e, alla fine della vacanza stessa, quanti ne sono necessari per l’alaggio ed il ritorno.

Barchine tipo Brezza22 sono un po’ piu’ impegnative di quelle leggermente piu’ piccole e soprattutto piu’ leggere, non solo per il trasporto vero e proprio e la maggiore facilita’ di varo/alaggio attraverso uno scivolo, ma anche perche’ e’ piu’ facile eseguire le operazioni di alberatura (rispetto a barchine leggermente piu’ piccole, es Viko 20, Micropomo, Microchallenger etc, l’albero di Brezza e’ infatti un po’ piu’ difficile da sollevare e fissare in posizione).

Per Brezza e barchine similari si puo’ scrivere che, oltre alle ore di viaggio (considerare 70 km/h di media su percorso autostradale, molto meno su strade normali, e qualche inevitabile e necessaria sosta per riposarsi su percorsi lunghi) va preventivata almeno una mezza giornata per sistemare la barca in acqua pronta a navigare. Infatti, tra le attese per la gru (da consigliare  in alternativa allo scivolo) oppure per lo scivolo etc, 4 ore fanno presto a passare.

Un esempio dei tempi necessari potrebbe essere il seguente:

Appena arrivati, una quarantina (40′) di minuti attorno alla barca (ancora sul rimorchio) per scarico motore dall’auto (non e’ consigliabile lasciarlo montato sul supporto basculante durante il traino) e montaggio in barca, per togliere le cinghie a cricchetto, i pannelli carichi sporgenti e telecamera di visione posteriore al carrello, montaggio pala timone etc;

Un’altra decina (10′) di minuti per salire in barca a fissare i parabordi, le cime di ormeggio, collegamento alternatore motore ad impianto elettrico, antenna in testa d’albero etc);

Brezza Arsura

Arsura 2 – Sul travel lift a Palau

Per il varo con la gru vanno preventivati almeno una cinquantina di minuti (50′) tenuto conto della necessita’ di trovare il gruista, dopo aver messo la barca in acqua arrivare al posto di ormeggio assegnato, sistemazione carrello e auto ai rispettivi parcheggi (spesso si tratta di posti distanti l’uno dall’altro);

Operazioni per l’alberatura cinquanta minuti (50′): occorre montare tutto l’occorrente per l’alberatura semplificata senza aiuti esterni come supporto albero a poppa, Mast_step-secondoSistasta per paranco e paranco, cime di sicurezza varie, sistemazione arridatoi e smontaggio di tutto quello che non serve alla navigazione dopo l’alberatura. Queste operazioni possono essere piu’ rapide, anche di molto, nel  caso si sia piu’ di una persona (cfr post alberatura rapida);

Dopo l’alberatura preventivare un’altra oretta (60′) per sbarco e caricamento in auto di tutto il materiale che non serve per la navigazione, montaggio bandiere italiana e  di cortesia, verifica e posizionamento corretto dotazioni di sicurezza, montaggio boma e randa (con wang, cunningham, paranco di scotta ed amantiglio),riempimento serbatoi, collegamento e prova VHF ed una sistematina finale in cabina.

Il tutto per un totale di quattro ore: il suggerimento e’ quello di spezzare le attivita’, magari con una pausa pranzo, cosi’ da renderle meno stancanti (soprattutto se sotto il sole estivo).

Miglioramenti possibili potrebbero essere quelli di lasciare parabordi, cime di ormeggio e arridatoi gia’ fissati. serbatoi pieni e tutte le cose in barca gia’ in assetto di navigazione. In ogni caso, se il viaggio da affrontare e’ piuttosto lungo, e’ meglio viaggiare nel modo piu’ sicuro possibile (senza acqua e benzina nei serbatoi ne’ motore gia’ montato su supporto basculante) e con tutta la ferramenta di coperta ben fissata, anche per evitare strisciate e tintinnii metallici che, durante il traino, stancano psicologicamente, inducendo sempre a pensare che qualcosa non va come dovrebbe (inoltre tali rumori, nella percorrenza in galleria, vengono amplificati enormemente).

Come gia’ accennato, una perdita di tempo e’ quella di dover montare il motore fuoribordo  (il che implica anche la necessita’ di impiegare del tempo anche per collegare i fili dell’alternatore all’impianto elettrico) ma lasciarlo, durante il viaggio, gia’ montato sul supporto, puo’ essere pericoloso.

Cio’ scritto, appare abbastanza scontato che la durata minima per una vacanza  con  carrellabile (a vela) al seguito  sia almeno di un fine settimana lungo, ma l’ideale e’ avere a disposizione da dieci giorni a tre settimane.

Ci sono inoltre altri due fattori importanti da considerare:

  1. se la gita e’ con la propria famiglia oppure con un gruppo di amici tutti appassionati (in questa seconda ipotesi i tempi si riducono di molto e nessuno si annoia ne’ mette fretta)
  2. il luogo del rimessaggio da dove si parte e si arriva: se si ha la fortuna di poter tenere la barca sotto casa, le operazioni pre-partenza possono essere anticipate rispetto alla data di partenza ettiva e quelle di post-arrivo possono essere posticipate rispetto alla fine della vacanza; altrimenti, tanto per fare un esempio, il dover rientrare al rimessaggio entro una determinata ora puo’ rendere necessario considerare un giorno di preparativi in piu’ per il rientro.

Molto gratificante e positivo, ma anche necessario, effettuare una pianificazione accurata ….. arrivare in un posto nuovo e muoversi quasi come ci si fosse gia’ stati (riferendosi ai porti, non ai paesaggi che stupiscono sempre) premia il lavoro fatto “a tavolino” e minimizza il rischio di problemi.

Infine, non trascurabile, pensare in alternativa, alla possibilita’ di lasciare la barca nel porto di vacanza e pensare di recuperarla in un fine settimana successivo (ovviamente meno  applicabile alle vacanze in posti distanti migliaia di chilometri dai luoghi di stazionamento abituali).

Infine, ultimo ma non meno importante. la gestione della barca deve essere un divertimento ed aiuta moltissimo ad avere poi il massimo dalla vacanza, anzi, la preparazione ne fa anche essa parte.

Carrellare e’ sicuramente impegnativo, e’ molto piu’ semplice andare su internet, prenotare un qualsiasi last-minute, prendere il trolley e partire (magari per una crociera con skipper ed hostess): e’ quello che fa la maggior parte delle persone, anche perche’ tra pesi, norme del codice stradale, misure, ore sotto al sole (in genere in estate …) tra cime e bozzelli, e’ molto probabile essere anche considerati un po’ .. molto … pazzi.

Pero’ la gestione di una barca, soprattutto non grande come in genere e’ una carrellabile, permette di avvicinarsi alla vela in modo completo e graduale: non tanto per la conduzione in termini di andature,etc (quelle si imparano facilmente con un piccolo corso di vela) quanto in termini di gestione ra e propria (saper gestire la ferramenta, i piccoli lavori etc). Infatti, a differenza di barche piu’ grandi per le quali, la difficolta’ nel fai da te dipende anche dal possedere anche attrezzature tecniche particolari e quindi, in genere, si preferisce affidarsi direttamente ai professionisti, le barche piccoline quasi invitano ad approfondirne la conoscenza, anche e consapevoli del detto che “chi fa da se fa per tre” e dalle circostanze che i professionisti, non amano troppo impiegare del tempo su piccoli lavori.

“Navigare” in questo modo, crea una buona preparazione utile anche per noleggiare una barca piu’ grande, o, appena le esigenze di carrellabilita’ vengono meno, ad affrontarne l’acquisto e la gestione.

BV

Alternativa all’avvolgifiocco

Esiste una alternativa all’avvolgifiocco, soprattutto su Fiocco con garroccibarche piccole come lo sono le carrellabili. Questa  e’ costituita dal cosiddetto “retriever” o, per usare un termine inglese, dal cosiddetto “jib downhaul”. E’ molto adatto soprattutto per gli armamenti che prevedono, in alternativa all’avvolgitore,  vele di prua (fiocchi o genoa) fissati e scorrevoli sullo strallo di prua mediante garrocci. Puo’ essere  il caso di Brezza Il retriever consiste  di una cimetta, del diametro di 3-5 mm, attaccata al primo garroccio

Retrievere per fiocco con garrocci (jib-downhaul)

Retrievere per fiocco con garrocci (jib-downhaul)

verso l’alto del fiocco, che scorre attraverso un bozzello connesso alla landa di prua e che viene rinviata da questo verso il pozzetto. Durante l’alzata del fiocco, la cimetta, lasciata dal pozzetto libera di scorrere, segue la drizza del fiocco, mentre durante l’abbassata, la si utilizza per riportare il fiocco sulla coperta (dopo aver lascato la drizza).

Quali sono i vantaggi rispetto all’avvolgifiocco?: Sostanzialmente sono l’eliminazione degli svantaggi che quest’ultima attrezzatura comporta, soprattutto su barche piccole quali sono necessariamente quelle carrellabili:

Gli avvolgitori richiedono, per lavorare correttamente,  uno strallo ragionevolmente rigido, implicando una maggore tensione dello strallo stesso e cio’  non si adatta bene agli armi frazionati (come e’ quello di brezza 22) in quanto impedisce (o minimizza gli effetti del) le regolazioni di fino dell’albero (es  paterazzo e sartie basse). Queste regolazioni sono, in genere, meno significative sugli armi in testa d’albero.

Gli avvolgitori inoltre comportano un peso aggiuntivo a prua e (soprattutto) in alto, e non di adattano bene al martelletto a “T” con il quale e’ fissato lo strallo di prua e, nonostante le eventuali boccole distanziatrici per la drizza, possono affaticare lo strallo stesso durante le operazioni di avvolgimento.

L’avvolgifiocco, anche durante il trasporto della barca sul carrello, implica attenzioni maggiori (fissandolo bene per evitare di piegarlo) e complica significativamente le operazioni di alberatura sia per l’attenzione da riservare alla canaletta sia per il tempo maggiore necessario per regolare gli arridatoi (mentre un fiocco con garrocci non disturba le operazioni di alberatura che possono avvenire con gli arridatoi delle sartie laterali già regolati agendo esclusivamente sull’arridatoio di prua).

Infine, seppur vero che con l’avvolgifiocco risulta piu’ semplice ridurre la vela di prua, cio’ non e’ quasi mai necessario in quanto, con vento forte, una buona strategia  puo’ essere quella di procedere con fiocco pieno ed una mano alla randa finche’ l’intensita’ lo consente, e per intensita’ maggiori, scegliere di avere il solo fiocco alle andature portanti o la sola randa a quelle strette. Inoltre, se ridotto, il profilo di attacco non e’ troppo compatibile con le andature di bolina.

Infine, con i garrocci, diventa abbastanza semplice armare un fiocco di dimensioni minori, mantenendo cosi’ sempre la forma ideale della vela (con il costo dell’avvolgifiocco, possono essere acquistate, volendo, almeno un altro paio di vele di prua !). Esiste inoltre, seppur da impararne l’utilizzo , la possibilita’ di avere terzaroli anche sul  fiocco con garrocci.

Di seguito i link ad alcuni filmati sul “jib-downhaul”.

Nei primi 20 secondi di questo filmato viene mostrato come abbassare il fiocco con il retriever;

In quest’altro filmato e’ spiegato  in modo comprensibile (seppur in inglese, con figure chiare) come funziona il sistema.

BV