Brezza 22 Aura in vendita

Ho deciso di vendere la mia Brezza 22, Aura. Si tratta di una decisione sofferta, gia’ presa un paio di anni fa e poi rimandata.Aura2015-on-Trailer

Brezza 22 Aura all'ormeggio, giugno 2016

Brezza 22 Aura all’ormeggio, giugno 2016

Il motivo e’ dovuto al fatto che il mio  tempo disponibile per la vacanza carrellabile sta diventando  limitato. E’ ormai per me difficile replicare  vacanze estive in luoghi sempre diversi (in Sardegna, Adriatico, Croazia, Costa Azzurra, Cilento etc) come fatto in passato con la famiglia, dovendo amministrare  i giorni a disposizione (dal lavoro, dallo studio) in modo diverso dal passato.

Il prezzo che chiedo per la barca e’ un po’ meno di diecimila euro (9600), ma vorrei, soprattutto, che il potenziale acquirente ne sia (o ne diventi) veramente convinto, in questo caso, trattare per  arrivare ad un accordo sara’  molto facile.

La barca non necessita di  interventi per navigare, non soffre di infiltrazioni ne’ problemi di Aura2016carena.  Randa nuova in dacron  su carrelli  oltre a quella originaria in discrete condizioni, sartie nuove 2015 (ma conservo anche le vecchie come scorta giacche’ le ho sostituite solo per una mia, forse eccessiva, tranquillita’ psicologica), dotazioni di sicurezza fino a 6 miglia ancora valide fino al 2018, scotte e drizze a posto, impianto idraulico ed elettrico con batteria 60 Ah del 2016, alcuni accessori di elettronica (es Pilota automatico, Ecoscandaglio, antenna VHF in testa d’albero) etc etc.

A chi veramente interessato posso fornire qualsiasi tipo di dettaglio nonche’ la storia della barca, utilizzata sempre molto poco (uno due mesi all’anno), tenuta a secco al coperto, tranne un anno interamente al lago. Quasi tutte le informazioni sono gia’ presenti in questo blog e scritte in “tempi non sospetti” (cioe’ quando mai avrei pensato di metterla in vendita) e quindi  attendibili. La barca e’ in ottime condizioni strutturali, proprio perche’ sottoutilizzata. A parte, eventualmente, rimorchio stradale e motore fuoribordo con una trentina di ore di funzionamento (Mercury Sail Power 5HP, 4 tempi)

Infine, trattandosi di una carrellabile, non ho nessun problema a carrellarla nel  posto di stazionamento del nuovo proprietario, utilizzando la mia motrice attuale ed il rimorchio, ai soli costi vivi (cioe’ gasolio e autostrada) senza necessita’ di ricorrere ad un trasportatore professionista.

Al momento la barca e’ visibile rimessata sul rimorchio in Umbria, zona Terni (TR)

Di seguito   l’annuncio su subito.it.

Questo e’ il numero di cellulare per informazioni (ore serali)  331 sette-sette-sei-2022. Oppure potete contattarmi attraverso il blog (che intendo  continuare  comunque a curare)

P.S: Per correttezza e trasparenza verso i lettori del blog, segnalo che, ad oggi (10 settembre 2017), risultano in vendita ulteriori due barche Brezza 22, una in Veneto ed una in Romagna

BV

vista laterale all'ormeggio

Carrellare Brezza 22 – tempi per la preparazione

Quanto tempo e’ necessario per carrellare Brezza 22 ? Brezza22_x_TS2000-V02alleggeritoIn altri termini, quanto tempo (ore o giorni?) occorre, una volta arrivati in un determinato posto con la barca al traino al seguito, per metterla in acqua e prepararla per navigarci? E’ ragionevole pensare che lo stesso tempo, piu’ o meno, sia necessario alla fine della vacanza per abbassare l’albero,alare la barca e sistemarla sul carrello per poter affrontare il traino per il ritorno a casa o al posto stagionale di rimessaggio.

Ovviamente, le considerazioni che seguono non valgono solo per il Brezza 22, ma per tutte le barche carrellabili di dimensioni analoghe. Insomma, di quanti giorni si ha bisogno per considerare una “carrellata” con l’amata barchina? Come organizzare il viaggio, la crociera, la cambusa e l’equipaggio? Tutto deve iniziare da quanti giorni sono necessari, una volta arrivati nel posto di vacanza, per il varo, e, alla fine della vacanza stessa, quanti ne sono necessari per l’alaggio ed il ritorno.

Barchine tipo Brezza22 sono un po’ piu’ impegnative di quelle leggermente piu’ piccole e soprattutto piu’ leggere, non solo per il trasporto vero e proprio e la maggiore facilita’ di varo/alaggio attraverso uno scivolo, ma anche perche’ e’ piu’ facile eseguire le operazioni di alberatura (rispetto a barchine leggermente piu’ piccole, es Viko 20, Micropomo, Microchallenger etc, l’albero di Brezza e’ infatti un po’ piu’ difficile da sollevare e fissare in posizione).

Per Brezza e barchine similari si puo’ scrivere che, oltre alle ore di viaggio (considerare 70 km/h di media su percorso autostradale, molto meno su strade normali, e qualche inevitabile e necessaria sosta per riposarsi su percorsi lunghi) va preventivata almeno una mezza giornata per sistemare la barca in acqua pronta a navigare. Infatti, tra le attese per la gru (da consigliare  in alternativa allo scivolo) oppure per lo scivolo etc, 4 ore fanno presto a passare.

Un esempio dei tempi necessari potrebbe essere il seguente:

Appena arrivati, una quarantina (40′) di minuti attorno alla barca (ancora sul rimorchio) per scarico motore dall’auto (non e’ consigliabile lasciarlo montato sul supporto basculante durante il traino) e montaggio in barca, per togliere le cinghie a cricchetto, i pannelli carichi sporgenti e telecamera di visione posteriore al carrello, montaggio pala timone etc;

Un’altra decina (10′) di minuti per salire in barca a fissare i parabordi, le cime di ormeggio, collegamento alternatore motore ad impianto elettrico, antenna in testa d’albero etc);

Brezza Arsura

Arsura 2 – Sul travel lift a Palau

Per il varo con la gru vanno preventivati almeno una cinquantina di minuti (50′) tenuto conto della necessita’ di trovare il gruista, dopo aver messo la barca in acqua arrivare al posto di ormeggio assegnato, sistemazione carrello e auto ai rispettivi parcheggi (spesso si tratta di posti distanti l’uno dall’altro);

Operazioni per l’alberatura cinquanta minuti (50′): occorre montare tutto l’occorrente per l’alberatura semplificata senza aiuti esterni come supporto albero a poppa, Mast_step-secondoSistasta per paranco e paranco, cime di sicurezza varie, sistemazione arridatoi e smontaggio di tutto quello che non serve alla navigazione dopo l’alberatura. Queste operazioni possono essere piu’ rapide, anche di molto, nel  caso si sia piu’ di una persona (cfr post alberatura rapida);

Dopo l’alberatura preventivare un’altra oretta (60′) per sbarco e caricamento in auto di tutto il materiale che non serve per la navigazione, montaggio bandiere italiana e  di cortesia, verifica e posizionamento corretto dotazioni di sicurezza, montaggio boma e randa (con wang, cunningham, paranco di scotta ed amantiglio),riempimento serbatoi, collegamento e prova VHF ed una sistematina finale in cabina.

Il tutto per un totale di quattro ore: il suggerimento e’ quello di spezzare le attivita’, magari con una pausa pranzo, cosi’ da renderle meno stancanti (soprattutto se sotto il sole estivo).

Miglioramenti possibili potrebbero essere quelli di lasciare parabordi, cime di ormeggio e arridatoi gia’ fissati. serbatoi pieni e tutte le cose in barca gia’ in assetto di navigazione. In ogni caso, se il viaggio da affrontare e’ piuttosto lungo, e’ meglio viaggiare nel modo piu’ sicuro possibile (senza acqua e benzina nei serbatoi ne’ motore gia’ montato su supporto basculante) e con tutta la ferramenta di coperta ben fissata, anche per evitare strisciate e tintinnii metallici che, durante il traino, stancano psicologicamente, inducendo sempre a pensare che qualcosa non va come dovrebbe (inoltre tali rumori, nella percorrenza in galleria, vengono amplificati enormemente).

Come gia’ accennato, una perdita di tempo e’ quella di dover montare il motore fuoribordo  (il che implica anche la necessita’ di impiegare del tempo anche per collegare i fili dell’alternatore all’impianto elettrico) ma lasciarlo, durante il viaggio, gia’ montato sul supporto, puo’ essere pericoloso.

Cio’ scritto, appare abbastanza scontato che la durata minima per una vacanza  con  carrellabile (a vela) al seguito  sia almeno di un fine settimana lungo, ma l’ideale e’ avere a disposizione da dieci giorni a tre settimane.

Ci sono inoltre altri due fattori importanti da considerare:

  1. se la gita e’ con la propria famiglia oppure con un gruppo di amici tutti appassionati (in questa seconda ipotesi i tempi si riducono di molto e nessuno si annoia ne’ mette fretta)
  2. il luogo del rimessaggio da dove si parte e si arriva: se si ha la fortuna di poter tenere la barca sotto casa, le operazioni pre-partenza possono essere anticipate rispetto alla data di partenza ettiva e quelle di post-arrivo possono essere posticipate rispetto alla fine della vacanza; altrimenti, tanto per fare un esempio, il dover rientrare al rimessaggio entro una determinata ora puo’ rendere necessario considerare un giorno di preparativi in piu’ per il rientro.

Molto gratificante e positivo, ma anche necessario, effettuare una pianificazione accurata ….. arrivare in un posto nuovo e muoversi quasi come ci si fosse gia’ stati (riferendosi ai porti, non ai paesaggi che stupiscono sempre) premia il lavoro fatto “a tavolino” e minimizza il rischio di problemi.

Infine, non trascurabile, pensare in alternativa, alla possibilita’ di lasciare la barca nel porto di vacanza e pensare di recuperarla in un fine settimana successivo (ovviamente meno  applicabile alle vacanze in posti distanti migliaia di chilometri dai luoghi di stazionamento abituali).

Infine, ultimo ma non meno importante. la gestione della barca deve essere un divertimento ed aiuta moltissimo ad avere poi il massimo dalla vacanza, anzi, la preparazione ne fa anche essa parte.

Carrellare e’ sicuramente impegnativo, e’ molto piu’ semplice andare su internet, prenotare un qualsiasi last-minute, prendere il trolley e partire (magari per una crociera con skipper ed hostess): e’ quello che fa la maggior parte delle persone, anche perche’ tra pesi, norme del codice stradale, misure, ore sotto al sole (in genere in estate …) tra cime e bozzelli, e’ molto probabile essere anche considerati un po’ .. molto … pazzi.

Pero’ la gestione di una barca, soprattutto non grande come in genere e’ una carrellabile, permette di avvicinarsi alla vela in modo completo e graduale: non tanto per la conduzione in termini di andature,etc (quelle si imparano facilmente con un piccolo corso di vela) quanto in termini di gestione ra e propria (saper gestire la ferramenta, i piccoli lavori etc). Infatti, a differenza di barche piu’ grandi per le quali, la difficolta’ nel fai da te dipende anche dal possedere anche attrezzature tecniche particolari e quindi, in genere, si preferisce affidarsi direttamente ai professionisti, le barche piccoline quasi invitano ad approfondirne la conoscenza, anche e consapevoli del detto che “chi fa da se fa per tre” e dalle circostanze che i professionisti, non amano troppo impiegare del tempo su piccoli lavori.

“Navigare” in questo modo, crea una buona preparazione utile anche per noleggiare una barca piu’ grande, o, appena le esigenze di carrellabilita’ vengono meno, ad affrontarne l’acquisto e la gestione.

BV