Brezza 22 o First ? (210 – 211 – 21.7 etc)

Brezza 22 o First? E’ una domanda che spesso mi viene posta  da appassionati che vorrebbero avvicinarsi a barche di tipo carrellabili nelle metrature intorno ai 6 -7 metri.

Si tratta in genere di persone piu’ interessate alla fruibilita’ complessiva della ricetta “barca carrellabile” piuttosto che di esperti regatanti o sognatori oceanici. La risposta e’ sempre la stessa: “dipende”. Una delle caratteristiche da tenere in considerazione e che differisce significativamente tra le due barche e’  la deriva mobile.

Pur avendo  entrambe il tipo tipo basculante (o pivotante), esse sono diverse almeno per i seguenti aspetti principali:

  1. Tipo di ingombro sotto la carena a deriva completamente sollevata;
  2. Meccanismo di sollevamento;
  3. Facilita’ di manovra nel sollevamento

Punto 1: tipo di ingombro sotto la carena a deriva completamente sollevata

La deriva mobile di Brezza 22 quando completamente sollevata, rientra totalmente dentro lo scafo, mentre quella del First sporge, per una 70 di cm, sotto lo scafo, come visibile nella figura sottostante.

BrezzaFirstDeriva

Questo comporta, essenzialmente 2 svantaggi per il First:un piu’ difficile posizionamento sul rimorchio  ed una altezza complessiva maggiore del complesso rimorchiato, ed avere, in carena, sempre la deriva sporgente anche se completamente sollevata.

First211sulRimorchio2

Nel caso del Brezza 22 invece, a deriva completamente sollevata, la carena della barca risulta completamente liscia e, complessivamente,  piu’ bassa sul rimorchio (entro i 2,5 mt). Questa minore altezza e’ utile in quanto fino a 2,5 mt si riesce a passare in quasi tutti i ponti ed anche in caso di imbarco su traghetti non ci sono troppe difficolta’ mentre un ingombro superiore ai 2,5 mt inizia ad essere significativo per il traino.

Aura2015-on-Trailer

Inoltre, non avere, a deriva sollevata,  appendici sporgenti in carena, e’ utile in quei casi in cui si voglia entrare nelle foci dei piccoli fiumi e, piu’ in generale, nei casi in cui si desideri spiaggiare (pur dovendo fare attenzione a non rimanere a secco, visto che un migliaio di chili non si movimentano tanto facilmente ….). Cio’ in particolare puo’ essere indispensabile a chi intenda utilizzare la barca per fare campeggio nautico: un qualsiasi fiumiciattolo, una volta oltrepassato (avvalendosi del pescaggio di soli 25 – 30 cm a deriva sollevata), diventa un rifugio molto sicuro contro qualsiasi moto ondoso.

Come svantaggio, va considerato un maggiore ingombro in cabina per il Brezza rispetto al First e c’e’ da osservare che a deriva completamente sollevata il Brezza e’ difficilmente controllabile, si tratta quindi di un assetto da mantenere per tempi brevi e circostanze molto particolari. Il First invece, conserva sempre una controllabilita’ maggiore, a scapito, ovviamente, del pescaggio minimo (circa 30 cm per il Brezza, 70 cm per il First)

Punto 2): meccanismo di sollevamento

Il meccanismo di sollevamento per il Brezza e’ sostanzialmente costituito da un perno posto trasversalmente sulla cassa di deriva e sul quale la  deriva  puo’ ruotare. Il controllo avviene con due cime (una per l’abbassamento ed una per il sollevamento). In realta’  l’abbassamento puo’ avvenire anche per gravita’ (anche se si consiglia di accompagnarlo tenendo in tensione e facendo scorrere gradualmente la drizza di ritenuta) visto il peso di una ottantina di kg. Utilissimo il fatto di poter bloccare la deriva in una qualsiasi posizione, bloccando le due cime (di sollevamento e di abbassamento).

In sostanza si tratta di un meccanismo abbastanza semplice e gestibile per la manutenzione eventuale.

MeccDerivaBrezza

meccanismoDerivaFirst

Il First ha invece un meccanismo a cremagliera che, per mezzo di una manovella da winch da ruotare per moltissimi  giri, permette il sollevamento della deriva.

Cio’ comporta la necessita’, per effettuare la manovra, di scendere in cabina. Anche la manutenzione risulta essere un po’ piu’ complicata di quella necessaria per il Brezza 22.

Al seguente link, tratto dall’ottimo Velablog, alcune informazioni per la manutenzione.

L’ingombro in cabina della deriva del First, e’ invece molto contenuto se paragonato a quello di Brezza.

Punto 3): facilita’ di manovra:

Da questo punto di vista, e’ abbastanza ragionevole pensare che la manovrabilita’ della deriva di Brezza sia un pochino piu’ semplice di quella del First; infatti la prima e’ comandabile dal pozzetto senza dover scendere in cabina (punto molto importante se si e’ in solitario), si regola senza difficolta’, anche in navigazione, su diverse posizioni, ha comunque la possibilita’ di essere fissata in una qualsiasi (avendo una cima per il sollevamento ed una per l’abbassamento) e, se la cima di abbassamento viene lasciata libera (solo in caso di timore di toccare sul fondale, altrimenti e’ consigliabile fissarla per non far beccheggiare troppo la deriva stessa, soprattutto in caso di moto ondoso significativo) permette di sopportare urti imprevisti sul fondale senza troppi danni alla deriva stessa e alla struttura della barca (la deriva ruota indietro).

Quanto scritto a proposito del Brezza 22 e dei First (210, 211 e 21.7) continua a valere, in termini generali, anche per altri modelli di barche a deriva mobile. Diverso e’ invece il discorso per le cosiddette derive mobili a baionetta, che hanno un moto di scorrimento completamente verticale e risentono di altri vantaggi/svantaggi qui non trattati.

Ma quindi, quale tipo di barca conviene? La risposta continua ad essere .. che dipende dal tipo di utilizzo che si vuole fare della barca, dal tipo di ormeggio disponibile e dal tipo di utilizzo e dalle altre caratteristiche descritte in precedenza.

Se il ricovero e’ in un fiume o in un porticciolo con problemi di insabbiamento, allora la risposta e’ sicuramente il Brezza 22 (o comunque una barca a deriva mobile integrale e comandabile da pozzetto, es il SUN 2000 etc), sarebbe troppo scomodo ad ogni uscita ed entrata azionare la deriva del First.

Se invece non si hanno problemi di pescaggio e, inoltre, interessa poco la carrellabilita’, allora forse il First e’ piu’ performante (anche se vale la pena di porsi la domanda se passare alla deriva fissa).

Come al solito, qualsiasi commento ed osservazione, anche critica, e’ ben accetta.

BV

Installazione strumento Bidata su Arsura 2

Riporto volentieri  il resoconto di Nick (mi scuso con lui per il ritardo nella pubblicazione)  dell’installazione sul suo Brezza (Arsura 2) del BIDATA .
Dusplay Bidata

Display Bidata i40

“Premesso che non sono bravo a raccontare ecco il resoconto lo strumento è il Raymarine BIDATA i40 Pack con 2 sensori 1 Log, l’altro Speed, come tale necessari 2 fori passanti (tra le funzioni ha anche il misuratore di Temperatura dell’acqua..in Sardegna aiuta!!).
Ho posizionato i 2 sensori sul Brezza dentro i gavoni a prua sotto i posti letto uno nel gavone di destra e l’altro di sinistra il più a prua possibile da permettere dall’interno di fare manutenzione(smontaggio e montaggio). La scelta di posizionarli lì è stata fatta: considerando il fatto che devono essere più centrali possibili, rispetto alla ciglia, più a prua possibile soprattutto il Log e inoltre devono essere facilmente accessibili dall’interno perchè il sensore dello speed ha la possibilità di essere rimosso per la pulizia delle alette per le barche sempre in acqua perchè soggette a bloccarsi (denti di cane ecc..), su youtube ci sono molti video di alcuni che cambiano il sensore in acqua( in dotazione viene fornito un tappo con OR proprio per consentire questo)..io non lo farei in acqua!!.
Per il montaggio ho letto da vari forum che la procedura da seguire è la seguente:
  1. una volta individuata all’interno della barca la zona giusta per posizionare i sensori (per il Brezza in particolare bisogna trovare una parte di scafo/opera viva che abbia lo spessore minimo cioè sia direttamente a contatto con l’acqua, infatti il Brezza ha molte aree rinforzate con il Polistirolo ( per renderla inaffondabile) e questo risulterebbe inutilizzabile per tale fine). Bisogna sempre ricordarsi  come detto sopra di avere lo spazio giusto anche sotto l’opera viva (eventuale carrello, invaso ecc..) appena sicuri si pratica un forellino dall’interno barca con trapano e una punta del 3mm, il forellino servirà come guida per il foro successivo dall’esterno con la tazza;
  2. dall’esterno con trapano (a batteria buono altrimenti elettrico perchè anche se sottile è molto dura la parte di scafo) e tazza di qualche mm più larga di quello che consiglia il manuale (da vari forum ho capito che il silicone che poi si metterà deve avere lo spazio sufficiente per dilatarsi e sigillare), si pratica il foro rimuovendo l’anello di scafo;
  3. i fori realizzati, vanno prima accuratamente carteggiati e puliti per togliere antivegetativa e vernici intorno al foro per un 2/3 cm più larghi del foro stesso. Una volta arrivati al gelcoat pulire con acetone per rimuovere macchie di grasso;
  4. Preparare il SIlicone marino io ho usato il SIKAFLEX 361 che dicono essere il più adatto (essendo strutturale) in alternativa c’è anche quello della 3M.
  5. realizzare intorno al fungo del sensore un anello di silicone abbondante e introdurre nel foro da esterno barca sempre facendo prima passare i cavi, premettere leggermente e eventualmente bloccare con nastro adesivo;
  6. dall’interno stringere la ghiera in plastica con le mani e dopo ca 5/10 minuti stringere con una chiave da idraulico senza esagerare.
  7. a questo punto bisogna trovare il posto per lo strumento anche qui realizzare il foro necessario per i cavi ( io all’interno ho posizionato una cassetta da elettricista) per coprire i cavi e inserire il fusibile necessario.
Dopo ca 1 giorno si può fare la cosiddetta “prova in mare” che non nascondo l’ansia che provoca per monitorare eventuali infiltrazioni di acqua sui sensori (il manuale consiglia di non lasciare la barca da sola in acqua per almeno 3 ore).”
.foro03
spessore
inserimento1
inserimento2
inserimento3
astuccSens2
astuccisens1

Un grazie a Nick per aver condiviso il lavoro effettuato

BV

Brezza 22 Aura in vendita

Ho deciso di vendere la mia Brezza 22, Aura. Si tratta di una decisione sofferta, gia’ presa un paio di anni fa e poi rimandata.Aura2015-on-Trailer

Brezza 22 Aura all'ormeggio, giugno 2016

Brezza 22 Aura all’ormeggio, giugno 2016

Il motivo e’ dovuto al fatto che il mio  tempo disponibile per la vacanza carrellabile sta diventando  limitato. E’ ormai per me difficile replicare  vacanze estive in luoghi sempre diversi (in Sardegna, Adriatico, Croazia, Costa Azzurra, Cilento etc) come fatto in passato con la famiglia, dovendo amministrare  i giorni a disposizione (dal lavoro, dallo studio) in modo diverso dal passato.

Il prezzo che chiedo per la barca e’ un po’ meno di diecimila euro (9600), ma vorrei, soprattutto, che il potenziale acquirente ne sia (o ne diventi) veramente convinto, in questo caso, trattare per  arrivare ad un accordo sara’  molto facile.

La barca non necessita di  interventi per navigare, non soffre di infiltrazioni ne’ problemi di Aura2016carena.  Randa nuova in dacron  su carrelli  oltre a quella originaria in discrete condizioni, sartie nuove 2015 (ma conservo anche le vecchie come scorta giacche’ le ho sostituite solo per una mia, forse eccessiva, tranquillita’ psicologica), dotazioni di sicurezza fino a 6 miglia ancora valide fino al 2018, scotte e drizze a posto, impianto idraulico ed elettrico con batteria 60 Ah del 2016, alcuni accessori di elettronica (es Pilota automatico, Ecoscandaglio, antenna VHF in testa d’albero) etc etc.

A chi veramente interessato posso fornire qualsiasi tipo di dettaglio nonche’ la storia della barca, utilizzata sempre molto poco (uno due mesi all’anno), tenuta a secco al coperto, tranne un anno interamente al lago. Quasi tutte le informazioni sono gia’ presenti in questo blog e scritte in “tempi non sospetti” (cioe’ quando mai avrei pensato di metterla in vendita) e quindi  attendibili. La barca e’ in ottime condizioni strutturali, proprio perche’ sottoutilizzata. A parte, eventualmente, rimorchio stradale e motore fuoribordo con una trentina di ore di funzionamento (Mercury Sail Power 5HP, 4 tempi)

Infine, trattandosi di una carrellabile, non ho nessun problema a carrellarla nel  posto di stazionamento del nuovo proprietario, utilizzando la mia motrice attuale ed il rimorchio, ai soli costi vivi (cioe’ gasolio e autostrada) senza necessita’ di ricorrere ad un trasportatore professionista.

Al momento la barca e’ visibile rimessata sul rimorchio in Umbria, zona Terni (TR)

Di seguito   l’annuncio su subito.it.

Questo e’ il numero di cellulare per informazioni (ore serali)  331 sette-sette-sei-2022. Oppure potete contattarmi attraverso il blog (che intendo  continuare  comunque a curare)

P.S: Per correttezza e trasparenza verso i lettori del blog, segnalo che, ad oggi (10 settembre 2017), risultano in vendita ulteriori due barche Brezza 22, una in Veneto ed una in Romagna

BV

vista laterale all'ormeggio