SCOPO DEL BLOG

Lo  scopo di questo blog è quello di “scoprire” altri possessori di barche come la mia (si tratta di una barca carrellabile modello Brezza 22) con i quali scambiare/condividere opinioni ed informazioni, fino, al limite, ad arrivare ad un censimento vero e prorio che potrebbe riguardare anche barche di caratteristiche simili pur se di modello diverso. Non è esclusa la semplice possibilità di scambiarsi opinioni su questa tipologia di barche e sul loro utilizzo.

Non intendo replicare altri siti/blog/forum, ai quali, peraltro, sono anche iscritto, quanto dare/ricevere un contributo in piu’  ad appassionati con tipi di barche che si avvicinino al modello di barca che attualmente possiedo. Tanto per fare un esempio, è sicuramente simile al Brezza 22 il Sun 2000, non lo è invece (almeno per quanto riguarda la concezione di deriva mobile) il First 210 / 211 /21.7. Un altro modello similare è o potrebbe essere il Viva 600 e cosi’ via.

SCOPO DEL BLOGultima modifica: 2008-07-06T13:20:00+02:00da countrysailor
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Commenti

SCOPO DEL BLOG — 8 commenti

  1. Dal 2005 possiedo un Brezza 22 comprato usato. E’ stata la mia prima barca.
    Se ne sta nel porto di Carloforte (isola di San Pietro) ad aspettarmi tra un periodo di lavoro e l’altro

  2. Ciao Ariel, e grazie per il tuo commento. Considerazioni di massima su come ti sembra la barca, sarebbero ben accette,anche tenuto conto che la zona dove tieni la tua (ho sentito dire) e’ anche soggetta a condizioni (di mare) non sempre tranquille. Le mie impressioni le avevo già espresse sul post “considerazioni di base”

  3. Il Brezza 22 è la mia prima barca. La deriva mobile e la possibilità di carrellarla sono stati i fattori più influenti nella scelta oltre ad un altro elemento fondamentale: ho trovato un usato praticamente nuovo con una dotazione di vele (nuove) molto completo. Randa, fiocco, drifter ( direi più un grande genoa ) e jennaker.
    La barca è stata carrellata per due anni a Numana, ma a me non piaceva il mare e avendo casa per le vacanze a Carloforte si è deciso di portarla definitivamente là.
    I pregi della barca? Numerosi e sono in parte quelli già sottolineati in questa sede. Si arma facilmente. In due noi riusciamo tranquillamente a prepararla in quache ora, compreso l’albero.
    Per l’albero abbiamo studiato un sistema molto semplice per montartlo in due (mingherlini)
    La randa va a segno in un attimo e la barca scende sull’onda come una barca medio grande.
    In mare è una buona barca, piuttosto stabile. I problemi personalmente li ho sulle manovre al porto e con il motore fuori bordo per gli stessi motivi descritti qua. Se si considera che Carloforte è un luogo molto ventoso ed io ho il posto barca in un pontile molto esposto a maestrale…….è veramente dura ! Senza deriva si ha una barca poco gestibile.
    Sul mare e sui venti di Carloforte occorre aprire un capitolo a parte, anche perchè il vero problema sono i fondali: molte secche, insidiosi e con scogli che se li conosci li evitii. ma se non li conosci…….devi studiare bene le carte.
    La deriva mobile, in questo senso, è una grande ricchezza soprattutto per la estrema semplicità e facilità con cui la si riduce e tutto standosene comodamente in pozzetto.

  4. Sto seguendo questo sito con molto interesse e, appena possibile spero di dare il mio contributo tecnico. Ho appena acquistato un brezza 22 nuovo, che non mi è stato ancora consegnato. Si tratta della mia prima barca. Le mie esperienze di vela, di circa tre anni, si limitano ad un trident 14 e un paio di crociere su una 12 metri. Spero di non incontrare eccessive difficoltà. Mi piacerebbe riuscire a fare delle uscite anche più lunge di una uscita giornaliera. Ho fatto montare il pilota automatico in quanto credo che, altrimenti, uscendo da solo, vi potrebbero essere difficoltà a gestire le vele, anche in considerazione del fatto che ho richiesto anche il gennaker. Vi farò sapere.

  5. Allora auguri per la nuova barca. Il pilota automatico, come peraltro già scritto,e’ molto utile. Ti aspettiamo quando avrai varato la barca per ricevere qualche impressione di comportamento in acqua e per dare eventuali informazioni di cui avessi bisogno anche in merito al possibile pernottamento.

  6. La mia Brezza ha finalmente visto il mare di Pisticci anche se non vi ha ancora messo dentro la prua per vedere se l’acqua era fredda.
    Prime difficoltà: il trasporto dell’abero. Lo abbiamo poggiato sulla coperta (scusate il linguaggio non proprio tecnico ma vi prometto ce piano piano lo acquisirò!), su alcuni cartoni. Ma se la cosa è andata bene per pochi chilometri noncredo vada bene per lunghi viaggi. Credo bisognerà aggiungere dei supporti al carrello, che ancora non ho, avendo usato quello del venditore.
    Domanda: conviene quello a due assi e va bene anche quello ad asse singolo?
    Abbiamo avuto delle dificoltà nel montaggio del rullafiocco, in quanto lo strallo di prua sembrava corto. Abbiamo risolto il problema spostando il piede dell’albero al terzo foro, partendo da avanti (lo avevamo inserito il pernetto del piede dell’albero al secondo foro in quanto ci sembrava più bilanciato). Ci siamo incasinati un pò nel posizionare il circuito del rollafiocco: per il momento abbiamo posizionato la scotta del rollafiocco su uno strozzascotte che si trova sulla tuga: se necessario o più opportuno lo passeremo su altro sito. Che ne pensate?
    Non abbiamo ancora messo la barca a mare in quanto, nell’issare la randa, abbiamo scoperto che i supporti (?) non entrano nella canaletta: oggi lavorereò un po’ di tondino ma penso di farmeli sostituire dalla casa produttrice.
    Non mi è ancora arrivato il motore che ho ordinato, un 5 cv Honda: per il momento mi hanno prestato un 2.8.
    Ci sentiamo

  7. “Tapy” (ovviamente il sorannome di mia figlia) è andata in acqua. Con me c’era Gregorio, mia maestro di vela, e altri due amici, esperti velisti. Il vento era abbastanza teso e il mare non proprio tranquillo. Eravamo tutti appolaiati su una mura con l’altra quasi tutta in acqua. Non pensavo che piegasse tanto, con un vento di cui non conosco la forza ma non credo che fosse elevatissima. La barca mi è sembrata molto veloce (tenete conto che vengo dal “Tridente”).
    Scotta di Randa: come sistemarla? il cavetto metallico l’ho sistemato sul fondo e credo che lì stia bene. La strozza dove va messa? Se la metti in testa, sotto il boma, non si lasca facilmente se sei seduto sulla panca. Va però bene se sei seduto sulla fiancata. A cazzare va bene in entrambe le posizioni di seduta. Se la metti a contatto con il cavetto di acciaio, in posizione mediana, si cazza bene da tutte le posizioni di seduta ma non si lasca se sei seduto in alto, sulla fiancata e, quindi, quando sei nella posizione più critica e questo non mi piace. Cosa ne dite?
    Ho chiesto alla CNA per un lazy bag e mi hanno detto che loro forniscono una copertura a sella, che ho chiesto mi fosse spedito. Sono sfaticato e rimuovere tutte le volte la randa mi costerebbe, anche perchè, tenerla in giro in cabina, mi da fastidio. Il montaggio della selletta richiede un circuito la cui predisposizione è già esistente sull’albero.
    Per il momento sono soddisfatto. Come faccio a mandarvi delle foto?

  8. Di nuovo benvenuto. Nei tuoi interventi hai già spaziato su molti argomenti per cui occorrerà credo redigere piu’ post specifici.
    Per quanto riguarda il fissaggio del paranco randa, se non è cambiato qualcosa nell’ultimo modello (ma non credo) il fissaggio dovrebbe essere nel mdo seguente: cavetto di acciao (di circa 30 cm) fissato tramite grillo al golfare su pavimento pozzetto con l’altra estremità attaccata al bozzello con strozzascotte (rivolto verso l’alto) e poi, tramite la scotta rinviata piu’ volte, all’altro bozzello doppio fissato al boma. Cosi’ lo strozzascotte è manovrabile (tirando la scotta e contemporaneamente strattonandola verso l’alto) abbastanza facilmente anche stando “appollaiati” sulla falchetta.
    L’inconveniente consiste nel paranco posto in basso che, alle andature alle quali la randa è lascata, va a sbattere contro la panca del pozzetto, potendo graffiare la vetroresina. Si puo’ ovviare imbottendo la zona interessata da tale sfregamento (Nelle foto, in quella della vista dall’alto del pozzetto, se si fa attenzione si nota l’imbottitura, anche se di colore bianco).
    Infine per la sistemazione della randa abbassata, io non ho la lazybag ma solo i lazy jacj che comunque, grazie alla randa completamente steccata, riescono a contenerla molto bene senza problemi. All’ormeggio, per proteggerla dal sole, uso un copriranda (forse per “sella” si intendeva cio’?) blu come si vede nelle foto.

    Infine per le tue foto, in attesa di colllaudare una soluzione piu’ sofisticata, puoi inviarmele, se lo desideri, via mail tramite il tasto “Contatti” del sito (raggiungibile cliccando su Il mio cabinatino a deriva mobile”) in modo da creare un nuovo post (indicami eventualmente il titolo) sul quale potrai scrivere i commenti.

    Appena posso creo anche un post sul trasporto dell’albero.

    BV

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