considerazioni sulla inaffondabilita’

Il cantiere dichiara Brezza 22 inaffondabile.

Cosa si intende per inaffondabilita’ di una piccola barca? Tralascio di addentrarmi in disquisizioni e spiegazioni tecniche (insommergibile o inaffondabile?) per passare a semplici considerazioni sulla barca, su come calcolare approssimativamente le riserve di galleggiamento necessarie a stare ‘tranquilli’ (ovviamente sempre in modo relativo!!!)  in caso di allagamento completo a seguito di una falla.

Brezza 22 ha due gavoni stagni (in giallo nella figura) per un volume totale di 980 litri (questo valore mi e’ stato fornito dal cantiere) disegno gavoni stagni.jpgriempiti di poliuretano a cellula chiusa: uno sotto il pavimento del pozzetto ed uno a prua parzialmente sotto la cuccetta. A questo volume si aggiunge il “potere” galleggiante della coperta, della tuga e delle paratie interne dei gavoni costruite in sandwich di termanto.

Cio’ dovrebbe contribuire a rendere lo scafo, se completamente allagato ed immerso, inaffondabile.

Il problema nasce dal fatto che, probabilmente, se il livello dell’acqua arriva alla tuga, non c’e’ alcuna possibilita’ di svuotare la cabina (anche una volta riparata la falla). Diverso e’ il caso in cui esso resta con un minimo di bordo libero (cioe’ con la coperta almeno una ventina di centimentri fuori dall’acqua). Per far cio’ occorre aggiungere materiale che aumenti le riserve di galleggiamento dello scafo.

Per fare le cose perbene occorrerrebbe  calcolare la riserva di galleggiamento desiderata con una tabella del tipo di quella di seguito indicata, nella quale i pesi riportati sono assolutamente indicativi  non essendo io in grado di stabilire quelli reali (solo il cantiere sarebbe in grado di quantificarli).

 

tabella inaffondabilita.jpg


Brezza 22, oltre ai gavoni stagni appena descritti, ha in cabina anche 12 gavoni abbastanza spaziosi (nella figura indicati con A .. F e 1 .. 5). In essi ho  aggiunto (pur conservando lo spazio per lo stivaggio) materiale galleggiante utilizzando dei sacchi cilindrici (doppi per evitare lacerature) di lunghezza di circa 70 cm e del diametro di una quindicina e riempiti con pezzi di espanso tipo quelli per imballaggi; e’ una realizzazione ‘fatta in casa’ (l’espanso non e’ del tipo a cellula chiusa) ma, salcicciotti per blog.jpgtenuto conto del doppio sacco, l’acqua non dvrebbe penetrare nei “salsicciotti” cosi’ costruiti. Ciascuno garantisce una riserva di galleggiamento di circa 6-10 litri (a seconda della lunghezza) ed e’ facilmente stivabile nei gavoni in modo da distribuire nel giusto modo la spinta di galleggiamento, andando ad occupare alcuni spazi poco accessibili.

Tale soluzione ha il pregio di non costare quasi nulla e di aumentare comunque la sicurezza. Controindicazioni non ne vedo: utilizzando la barca per uscite giornaliere, gli spazi dei tanti gavoni disponibili resterebbero comunque vuoti.

Quanto scritto non ha velleita’ di esaurire l’argomento ne’ di offrire una soluzione ‘certa’. Spero sia uno spunto, per riflettere sull’argomento e, come sempre, del tutto personale e soggettivo.

BV

considerazioni sulla inaffondabilita’ultima modifica: 2011-02-18T22:42:22+01:00da countrysailor
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Commenti

considerazioni sulla inaffondabilita’ — 2 commenti

  1. buongiorno , mi sembra un ottima idea , si potrebbe mettere anche della stiferite in pannelli , facilmente sagomabili e ad alto galleggiamento , in più in caso di falla lo spazio occupato da essa non lascia spazio per l’acqua .che dite ?

  2. Certamente una buon materiale anche se non lo conosco in dettaglio. Inoltre la sagomatura sarebbe un’ottima soluzione. Come accennato anche nell’articolo, i materiali che non si lasciano permeare dall’acqua sono i migliori. Mentre la soluzione dell’articolo era una sorta di fai da te a costo zero.

    BV

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