Installazione del VHF nautico su un cabinato carrellabile

L’installazione del VHF nautico su un cabinato carrellabile puo’ essere effettuata anche da soli senza troppe difficolta’. In questo post si cerchera’ di spiegare come. L’articolo non sara’ molto tecnico in quanto e’ essenzialmente orientato a chi non ha dimestichezza con l’elettronica e le onde radio.

Si rimanda  ad altro spazio  per decantare i pro di un apparato VHF e qui si dira’ solamente che esso pur essendo  obbligatorio solo per navigazioni  oltre le sei miglia dalla costa e’ invece raccomandato sempre in quanto rappresenta una sicurezza in piu’  (si pensi alla possibilita’ di essere ascoltati dalle altre barche/navi della zona e dalle stazioni costiere, soprattutto nei casi in cui il cellulare non abbia campo) sia perche’ utile per l’approccio ai porti e per sentire i bollettini meteo.

portata VHF fisso

Immagine tratta da sito Egmdss.com

Nel caso di una barca a vela, seppur piccola come puo’ essere una carrellabile, sarebbe meglio un impianto fisso (cioe’ con antenna esterna) potendo sfruttare il posizionamento dell’antenna in altezza (in testa d’albero). In questo modo e’ garantita una portata molto piu’ elevata. Si veda a tal proposito la figura a fianco, abbastanza esplicativa.

Un impianto VHF si compone di:

  1. Apparato VHF;
  2. Antenna da posizionare in testa d’albero;
  3. Cavo coassiale di connessione tra apparato e antenna e relative “spine” (connettori) di collegamento;
  4. Alimentazione a 12Vcc

Immagine apparato VHF fissoimmagine antenna VHF

 

cavo coassiale

connettore per cavo VHF (PL 259)

 

 

 

L’installazione consiste nel:

  • Fissare l’apparato da qualche parte in cabina (oppure su una staffa ruotante per essere utilizzato sia in cabina che in pozzetto) collegandolo, attraverso un fusibile di una decina di ampere (in genere fornito con l’apparato) alla alimentazione a 12 Vcc;
  • Posizionare e fissare meccanicamente l’antenna in testa d’albero;
  • Far passare il cavo coassiale (in genere internamente) attraverso l’albero per portarlo al piede e, da qui in cabina fino all’apparato, attraverso un connettore (presa/spina) o, meglio ancora, facendovelo entrare attraverso un passacavo senza interrompere il coassiale (considerando che ogni interruzione, seppur effettuata con tutte le accortezze possibili, crea comunque una  attenuazione della potenza effettiva irradiabile dall’antenna);
  • Saldare al cavo coassiale i connettori maschi PL259 (uno per la connessione con l’antenna e l’altro all’apparato VHF);
  • Collegare attraverso i connettori il cavo all’antenna e all’apparato;
  • Effettuare le prove di ricezione e poi di trasmissione.

Scelta dei materiali

Per quanto riguarda l’apparato, non c’e’ molto da dire, anche i modelli piu’ economici hanno potenze standard (25W/1W) e il set dei canali internazionali (vedere anche memo utilizzo canali VHF) e quindi dipende un po’ dai gusti personali e da quanto si e’ disposti a spendere, badando comunque ad orientare la scelta possibilmente su un modello gia’ omologato che rende piu’ semplici le questioni amministrative (cfr documenti per VHF dal sito Bolina).

Dall’antenna e dal cavo coassiale dipende la potenza Antenna in testa d'alberoche si riesce effettivamente a trasmettere; il suggerimento e’ di scegliere una antenna non troppo corta ne’ troppo lunga, intorno ai 90-100 cm (cosidetta “a mezz’onda”) , per frequenze nautiche, cioe’ 156 – 162 Mhz, potenza 50w-100w, impedenza 50 ohm, con un guadagno da 3 a 6 db. Va anche posta attenzione al sistema di fissaggio all’albero, meglio sceglierne una che consenta lo smontaggio ed il montaggio dello stilo in modo semplice (altrimenti occorre lasciarla installata anche quando si carrella, con una sporgenza supplementare e poco visibile).

La scelta del coassiale merita  attenzione in quanto esso ha il compito di “trasportare” il segnale radio verso l’antenna cercando di limitare le inevitabili perdite di potenza (cd “attenuazione” del cavo). Di tipologie di cavi ne esistono molti (ad es c’e’ anche l’H155), ma, semplificando un po’, ci si puo’ limitare a considerare i seguenti (tutti coassiali):

  1. RG 8 oppure RG 213;
  2. RG 8xx (detto anche RG8 Mini);
  3. RG 58.

L’attenuazione cresce dall’ 1) al 3), ma anche i diametri sono diversi, infatti i cavi RG 8 e 213 hanno un diametro maggiore (10,3 mm) e quindi sono piu’ difficili da far passare dentro l’albero mentre l’RG 58 ha un diametro minore (intorno ai 5 mm) ma una attenuazione superiore (riesce a convogliare quindi una minore potenza all’antenna). Il giusto compromesso potrebbe quindi essere rappresentato dall’RG8xx, detto anche RG8Mini, che ad un diametro leggermente superiore a quello dell’RG58 offre caratteristiche decisamente migliori. Nella tabella sottostante sono riportate le  principali (semplificando il piu’ possibile) utili a capire meglio le differenze.

caratteristiche cavi coassiali

Una volta scelto il cavo, occorrera’ farlo passare dentro l’albero e verso il trasmettitore e saldare al cavo i connettori (lato trasmettitore e lato antenna). Questi si chiamano PL259 per il caso dell’RG8. Lo stesso tipo di connettore puo’ essere utilizzato anche per i cavi RG8 xx oppure per l’RG 58 a patto di ordinare anche la cosiddetta “riduzione”. Occorrera’ munirsi di un saldatore e seguire le istruzioni che si trovano in internet su vari siti.

Di seguito un filmato che, seppur in inglese, spiega molto bene come fare (anche senza capire l’audio, le immagini video sono molto esplicative):

Filmato per saldatura connettore al coassialeDopo aver effettuato la saldatura dei connettori e prima di collegare il cavo all’antenna (da una parte) ed all’apparato VHF (dall’altra) e’ necessario fare le prove di continuita’ elettrica e di isolamento del cavo stesso. Occorre cioe’ verificare che i tra i poli centrali dei due connettori ci sia continuita’ e lo stesso tra i  poli esterni e, nel contempo, che ci sia isolamento tra i poli centrali e quelli esterni.

Per fare cio’ e’ sufficiente un multimetro (comunemente chiamato anche “tester) del costo di una quindicina di euro. Possono essere seguite le istruzioni che si trovano in rete (es a questo link, oppure a questo altro).

Resta ora da collegare il cavo all’antenna ed all’apparato VHF e quest’ultimo alla alimentazione a 12 Volt facendo attenzione a rispettare le polarita’ del positivo (“+”, normalmente filo di colore rosso)  e del negativo (“-“, normalmente filo nero) ed avendo cura di interporre sul positivo un fusibile (generalmente un portafusibile e fusibile e’ compreso nella confezione del VHF).

FINITO?

A rigore, prima di utilizzare l’apparato, andrebbe verificato il rapporto di onde stazionarie (ROS per saperne di piu’) della linea di antenna. Purtroppo lo strumento necessario (rosmetro) non e’ economico ne’ di facile reperimento (a questo link e’ spiegata la misurazione, seppur riferita ad una banda di frequenze diverse da quelle nautiche). Come ovviare?

Se l’antenna e’ stata montata correttamente ed il cavo coassiale non segue un percorso troppo tortuoso (evitare per esempio nodi e spire sul cavo e curve troppo strette) il passaggio di verifica del ROS puo’ essere evitato (*leggere attentamente nota a fine post*).

A questo punto possiamo accendere l’apparato e provarlo in ricezione (settando per esempio il canale 68 che trasmette i bollettini meteo) verificando che l’audio sia forte e chiaro, senza scariche e rumori troppo intensi. Se il VHF viceversa non riceve, allora occorre verificare meglio la connessione di antenna (facendo l’ipotesi che, di per se, il VHF funzioni). Possiamo ora passare alle prove di trasmissione, magari con l’aiuto di un’altra barca che abbia il VHF funzionante, e scegliendo un canale libero (vedi memo utilizzo canali VHF ).

*AVVERTENZA IMPORTANTE: Le indicazioni riportate in questo post, portano in genere a risultati molto soddisfacenti pur senza effettuare la verifica del ROS (Rapporto Onde Stazionarie). E’ comunque indispensabile precisare che se l’installazione, per qualsiasi motivo, non viene fatta correttamente (caso estremo la mancata connessione dell’antenna) cio’ puo’ comportare un ROS elevato con possibile conseguente danneggiamento dell’apparato se in trasmissione. Importante e’ la prova di ricezione in quanto essa non danneggia l’apparato (anche in caso di antenna non correttamente collegata) ma fa capire che qualcosa non va. Quindi se la ricezione e’ scarsa o addirittura l’apparato resta muto (**) (ovviamente occorre anche assicurarsi che la ricezione in zona sia possibile) l’impianto deve essere ricontrollato ed in questo caso si sconsiglia vivamente di passare alle prove di trasmissione. (** assicurarsi che lo squelch dell’apparato non sia silenziato ruotandolo in un senso e poi nell’altro). 

Installazione del VHF nautico su un cabinato carrellabileultima modifica: 2015-04-21T22:25:11+02:00da countrysailor
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